Grazie agli ascoltatori che sono venuti a Senigallia per cantare che la radio è Libera con don Ciotti e Eugenio Finardi.
Grazie, molte, a Eugenio Finardi, a don Luigi Ciotti, sempre, e agli uomini della sua scorta.
Grazie ai cori, grazie alla Banda di Senigallia. Grazie agli stonati che se ne son fregati di essere stonati e così di stonati non ce n’erano.

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Grazie a Enrico Bertolino, Caterina Spiezio, Maria Beatrice Benvenuti, Alessandra Farabegoli, Ugo Cornia e Andrea Satta, che hanno raccontato con ironia e grazia gli strani lavori che fanno. Sempre a contatto con gli altri.
Grazie a Massimo Mennitti, generale dei Carabinieri, che ci ha raccontato di aver addestrato la polizia palestinese, con le tensioni degli israeliani intorno, ricordandosi della sua famiglia napoletana in Alto Adige. E di quando lo invitano a cena, sulle montagne di Merano e dintorni, per le 18,30. Grazie a Nives Meroi, che ci ha portati sulle sue montagne, molto in alto, e nei saliscendi della vita.

gazze

Grazie Irene Grandi che è andata a letto presto per cantare all’alba. Grazie a Max Gazzè che è venuto al CaterRaduno per la terza volta e con la stessa voglia. Grazie a Francesco Gabbani, che è passato da Senigallia venendo da Sanremo, posti di mare.
Grazie alla Banda Osiris, c’è da sempre, e a Antonio Di Bella: alla chitarra che si è fatto prestare, alle bretelle e a Senigallia Cha-Cha-Cha, che sono sue.

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Grazie a Fabio Magnasciutti, Cinzia Poli e Tuono Pettinato che hanno disegnato delle magliette bellissime e a tutti quelli che le hanno comperate. Grazie a Libera che le ha vendute.

Grazie a Moreno Cedroni che ha cucinato per 1536 persone, quattro portate, ed era tutto buonissimo. Grazie ai ragazzi dell’alberghiero Panzini che le hanno portate in piazza in un attimo. Grazie a tutti volontari.
Abbiamo raccolto 70mila euro per Force, un paese delle Marche. Grazie al suo sindaco per averci fatto diventare un po’ cittadini di Force.

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Grazie a Senigallia, al sindaco e a chi lavora con lui.

Grazie a tutti gli ascoltatori di Caterpillar che sono venuti a vedere la radio in piazza e le scarpe sexy di Sara Zambotti e sono rimasti lì anche se in mezzo c’è il GR e piove. E la pioggia è umida e con l’umido la lotta tra crespo e anticrespo sulla testa di Sara Zambotti raggiunge punte di drammatica intensità.

Grazie a tutti. Tutti insieme siamo la radio del servizio pubblico.

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