C’è molto livore in queste giornate. Sulla rabbia ci sono due approcci diversi: qualcuno usa la metafora meteorologica, che ben si addice ai danni provocati dalla pioggia violenta di questi ultimi giorni. Questa metafora insegna che se non piove poi succede che piove male, meglio qualche sfogo di tanto in tanto. L’altra metafora, quella che chiamerò ZEN (tratta dai testi del monaco Thich Nhat Hanh), dice che la rabbia è un seme che non va nutrito: che sfogarlo è solo un modo per alimentarlo. Questa metafora, che ci dice “la rabbia va contenuta”, meglio si addice all’aggressione ai danni della troupe di Nemo.

rabbia

Quando la situazione è molto incasinata, spesso la rabbia si esprime nei dettagli: a questo mi fa pensare la decisione di Theresa May di impostare, con un anno e mezzo di anticipo, l’orario preciso dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea: alle 23 del 29 marzo 2019, non un minuto di più, non uno di meno. Fino alle 22.59 saremo in 28, dalle 23.00 saremo in 27. In quei secondi, uno Stato esce dalla porta. Nella tempesta della rabbia a volte abbiamo bisogno di fissarci su un particolare, tenerci aggrappati a quello, quando tutto intorno infuria.

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