E’ il 12 giugno 1942 e siamo ad Amsterdam. C’è un signore benestante, un imprenditore, e poi c’è una ragazzina che compie 13 anni. Allora il padre, l’imprenditore, le regala un quaderno a quadretti con la copertina rossa. Il padre si chiamo Otto e la figlia Anna. Otto e Anna Frank. Un paio di settimane dopo la sorella di Anna, Margot, riceve un invito a comparire dalla polizia tedesca che occupa i Paesi Bassi.
E’ un brutto segno e il 6 luglio del 1942 la famiglia Frank decide che è meglio sparire. Così si nasconde in un piccolo alloggio segreto sopra la ditta del padre, con la porta camuffata da una libreria girevole. Il giorno dopo li raggiunge un macellaio che lavora per Otto con la moglie e un figlio, Peter, che di anni ne ha 16. A novembre arriva anche un dentista, anche lui ebreo. Così sono in otto. In quel luogo nascosto, senza mai uscire, aiutati da quattro olandesi dipendenti del padre che rischiando la vita portano cibo e notizie, Anne tira fuori quel quaderno a quadretti e scrive il suo Diario. Per due anni e qualche settimana racconta le paure, la vita da clandestina, il vivere ammassati come sardine, i suoi sentimenti per Peter e la voglia di diventare una scrittrice. Perché il 28 marzo del 1944 sente alla radio un ministro del governo olandese in esilio che lancia un appello chiedendo a tutti gli olandesi di conservare i propri diari, per raccoglierli quando sarà finita la guerra e bisognerà fare un registro pubblico delle oppressioni sofferte sotto l’occupazione nazista. Allora Anne vuole portarsi avanti e farne un libro. Ha già il titolo: “L’Alloggio segreto”.

AnneFrankSchoolPhoto
Scrive anche dei conflitti con i genitori. Ne scrive molto, perché è un’adolescente e l’adolescente e conflittuale a priori. Figurarsi in quelle condizioni. Dalla finestra dell’alloggio segreto Anna vede un l’albero che sta in un giardino vicino. É un ippocastano e per tre volte ne scrive nel suo diario. L’ultima il 13 maggio 1944: “Il nostro ippocastano è in piena fioritura dalla testa ai piedi, pieno di foglie e molto più bello dell’anno scorso.” Il 4 agosto 1944 la Gestapo fa irruzione nell’alloggio segreto. Finiscono tutti deportati nei campi. Tornerà solo il padre.
L’ippocastano era piuttosto anzianotto e molto malato. Il 23 agosto 2010 c’è stato un colpo di vento molto forte e è caduto. Ma nel 2005 il Museo di Anna Frank aveva raccolto delle castagne che sono germogliate. Così i figli dell’albero che Anna Frank ha guardato per due anni senza potersi mai sedere sotto la sua ombra adesso sono in giro per il mondo. Davanti alle scuole che portano il suo nome o nei parchi. Fa piacere pensare che potrebbe essercene qualcuno vicino a uno stadio di calcio. Anna, se fosse vissuta, oggi avrebbe 88 anni. Molti campionati.

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