Dal 16 ottobre 2017 all’11 febbraio 2018, Palazzo Albergati di Bologna ospita una grande anteprima internazionale, una straordinaria mostra dedicata a quei nomi del mondo dell’arte che hanno rivoluzionato il Novecento. Oltre duecento opere, tutte provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme.

Duchamp, Magritte, Dalì, Ernst, Tanguy, Man Ray, Calder, Picabia e molti altri, tutti insieme per raccontare un periodo di creatività geniale e straordinaria.

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La determinazione a rivoluzionare l’arte, a rompere col passato e inventare un mondo nuovo, è raccontata con grande ricchezza narrativa nella mostra attraverso le cinque sezioni tematiche: Accostamenti meravigliosi, Desiderio: musa e abuso, L’automatismo e la sua evoluzione; Biomorfismo e metamorfosi e Illusione e paesaggio onirico.

I dadaisti e i surrealisti sono stati nel mondo dell’arte dei veri innovatori. Oggi le loro tecniche artistiche e le loro istanze ideologiche e politiche sono quasi scontate. Ma sono stati questi artisti che più o meno un secolo fa, hanno creato accostamenti inaspettati, inventato l’automatismo, il ready made, il fotomontaggio, il biomorfismo, la metamorfosi e dipinto paesaggi onirici e del desiderio.

I dadaisti nacquero da una rivolta e per un bisogno di indipendenza e di eversione; i surrealisti non separavano l’arte dalla vita e volevano rifondare l’arte stessa. Entrambi segnarono un momento di netta cesura con tutta l’arte del passato.

La mostra, curata da Adina Kamien-Kazhdan curator of Modern Art at The Israel Museum, presenta al pubblico numerosi capolavori, tra cui: Le Chateau de Pyrenees (1959) di Magritte, Surrealist Essay (1934) di Dalí, L.H.O.O.Q. (1919/1964) di Duchamp e Main Ray (1935) di Man Ray.

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