Nella cattedrale di Trento, un paio di giorni fa, il vescovo cattolico e un vescovo luterano si sono reciprocamente lavati i piedi. Un gesto di riconciliazione a 500 anni dalla Riforma di Martin Lutero. Dopo secoli di guerre di religione, roghi di eretici, italiche leggi razziali – 1938 – che insieme agli ebrei perseguitarono anche gli evangelici. Un gesto, lavarsi i piedi, e uno sguardo: “Ci siamo guardati reciprocamente con uno sguardo nuovo, benevolo e positivo” ha detto il vescovo di Trento.

I gesti di pace sono infiniti: alzare un braccio, salutare, scambiarsi la focaccia nell’intervallo, offrire da bere, prestare la bicicletta, ospitare l’amico di tuo cugino anche se non ti è mai stato simpatico tuo cugino, chiedere scusa quando il cane piscia sul frontalino della macchina appena uscita dall’autolavaggio.
E lavarsi i piedi a vicenda. Nella Cattedrale di Trento, a giudicare dalla foto, i due vescovi lo hanno fatto in sequenza: prima uno e poi l’altro. Si potrebbe ancora migliorare: farlo insieme, piedi nella stessa bacinella, schizzi d’acqua.

Massimo Cirri

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