Non tutti sanno che Mafalda, la bambina spettinata disegnata da Quino, doveva apparire in una pubblicità di elettrodomestici, ma l’accordo saltò e Mafalda ebbe una vita sua indipendente comparendo per la prima volta il 29 settembre del 1964 in Argentina.

Spesso viene paragonata ai peanuts ma nonostante l’età sia la stessa Mafalda a differenza loro non è integrata nella società a cui appartiene, è una contestataria, una che non ci sta.
Sono sicura che tutti noi ci ricordiamo di cose che quando eravamo piccoli proprio non riuscivamo a capire, cose per cui il “non ci sto” sorgeva impetuoso e spontaneo.

clip-art-mafalda-890167Io per esempio proprio non capivo perché mia mamma quando pagava dando un biglietto da dieci mila lire gliene restituivano di più e lei insisteva ma sono da mille si ma chissenefrega sono 4 mamma tu non capisci che spendendo guadagni!
Sto cercando di convincerla ancora oggi, come direbbe Mafalda non c’è niente di peggio che avere rabbia e ragione.

Anche lei aveva un rapporto complicato con i suoi genitori quando vedeva sua mamma passare dal ferro da stiro alla lavatrice alla scopa la interrogava così: “Mamma cosa ti piacerebbe fare se tu potessi vivere?”.
Quando non riusciva a prendere sonno gridava: “Papà è vero che tutti gli uomini sono uguali?” “Sì Mafalda gli uomini sono tutti uguali”.
Ma uguali a chi?

Anche in vacanza Mafalda non trovava pace e sul bagnasciuga le sorgeva questo pensiero: “Curioso, quando vedi la gente in ferie diresti che nessuno ha colpa di niente”.

Non so se a Mafalda piacerebbe sapere che si sta parlando di lei alla radio perché aveva un rapporto molto conflittuale con la radio:
“Ci dovrebbe essere un giorno a settimana in cui il giornale radio ci inganna con qualche bella notizia”, diceva.

Marta Zoboli

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