Che bello è l’amore pendolare.
Che bello prendere appuntamento al binario invece che aspettarlo a casa in tuta e ciabatte.
Che bello sentire la mancanza e struggersi d’amore come la protagonista di un romanzo, un romanzo che parla di un grande amore lontano e poi perché no di tanti amori piccoli vicini.

marta-zoboli-2016
Che bello andare a cena fuori invece di dover chiedere tutti i giorni “cosa vuoi mangiare stasera?” o peggio sentirselo chiedere e poi vederlo lì a fare Cracco con due surgelati, macchie d’olio ovunque, che ti chiede sei volte dove è la padella.
Che bello immaginarselo dal lunedì al venerdì come lo vorresti tu, alto bello, con lo sguardo intelligente e poi appena lo incontri baciarlo a occhi chiusi… rigorosamente.
Che bello è non incontrarsi in bagno tutte le mattine ma solo la domenica dentro una vasca di schiuma.
Che bello è scendere dal treno con il cuore in gola e gli occhi a cuore e incontrare lui, Paolo Labati, che bello vederlo lì che ti aspetta con la sua simpatia e il suo corpo da peluche che bello è sapere con certezza che il tuo fidanzato non è lui ma quello vicino con il sorriso da principe innamorato e ancora tutti i capelli in testa.

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