Durante gli ultimi millenni dell’Età della Pietra si diffuse tra gli uomini l’utilizzo di pelli di animali come indumenti. Nel 1991 l’eccezionale ritrovamento della mummia del Similaun contraddice l’immaginario popolare sugli “uomini primitivi” rivelando che le pelli potevano anche essere finemente lavorate. I paleontologi scoprirono così che l’Uomo di Similaun possedeva  calzature a forma di stivale, un berretto e addirittura un perizoma.  Insomma l’uomo primitivo si vestiva come i Village People ma si vestiva.

paolo labati

Le pelli erano ormai beni preziosi e venivano usati anche come merce di scambio. Proprio per questo erano causa di conflitti che si risolvevano spesso con morte violenta degli uomini primitivi, di fatto i primi fashion victims.
Per accontentare le richieste di tutti e calmare così gli animi, l’uomo di Similaun pensò bene di aumentare la produzione di indumenti ottenendo però solo un accumulo di merci invendute. Pur di liberarsene l’uomo primitivo decise allora di venderle alla metà del loro valore. Nacquero così i “saldi di fine stagione”.
La parola saldo venne introdotta però solo recentemente e deriva dal moderno lessico commerciale. Saldo è la differenza tra le entrate e le uscite che generano appunto un “saldo”, positivo o negativo. Un saldo positivo è quando trovi ancora qualcosa della tua taglia mentre negativo quando te lo frega quello prima di te.
Oggi però nonostante le buone intenzioni delll’uomo di Similaun, il periodo dei saldi è ancora causa di conflitti che spesso si risolvono con episodi di violenza gratuita…ops scontata.

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