Questa è una favola che Esopo ancora rosica perché avrebbe voluto raccontarla lui: è una favola morale, archetipica, da ricordarci quando la nostra vita ci sta stretta. La dedichiamo a te che fai lavoro da ufficio, che hai abbellito quello spazio con qualche piantina a ricordo della natura fuori, a te che hai foto di montagne e distese di mare sul tuo monitor: questa piccola storia di libertà è per te, perché tu tenga viva la mucca ribelle che ti pascola dentro.

mucca
Questa è la storia di un branco di vacche tatone che apparteneva a un allevatore fallito e si è trovato così a vivere, da una decina di anni, allo stato brado. Siamo nella provincia di Genova, intorno al comune di Mele. Le vacche ribelli si sono rifatte una vita vivendo alla macchia: liberate dal giogo dell’allevamento si sono date una loro organizzazione, la più anziana è la capa indiscussa, i tori litigano tra loro per il predominio, nascono i vitelli e la comunità locale da una parte cerca di acchiapparle – perché teme l’irruenza del selvaggio – e dall’altra ne rispetta a distanza la tanto desiderata libertà.

Le vacche ribelli sono diventate anche una saga cinematografica, le prime super eroine bovine mai raccontate; munitevi di popcorn e godetevi l’avventura, il cortometraggio, appena uscito, si trova facilmente tramite la loro pagina facebook Vacche Ribelli.

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