Oggi è la Giornata mondiale dell’ambiente, una festa istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1972. Siamo bizzarri, noi umani: organizziamo una festa per qualcuno che quotidianamente maltrattiamo. Come sta l’ambiente? Non benissimo, inutile girarci intorno. A quanto pare stiamo vivendo la sesta estinzione di massa della storia del pianeta ed è la prima provocata da noi esseri umani, inutile dare la colpa a un meteorite. Ringraziano sentitamente il Lupo della Tasmania, lo Stambecco dei Pirenei, la Tigre del Caspio, il Rinoceronte nero dell’Africa occidentale e il Leopardo di Zanzibar, insieme agli amici che vivono negli atolli del Pacifico che a causa del riscaldamento climatico rischiano di doversi trasformare in pesci per vivere sott’acqua.

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Senza andare troppo lontano non è questione di meteoropatia o di saggezza popolare – non ci sono più le mezze stagioni… – ma le bizze del clima con i suoi sempre più presenti eventi estremi (siccità, inondazioni, grandinate, smottamenti dovuti alla deforestazione) rovinano parecchio la vita a tutti noi. Ecco perché il bilancio è che va piuttosto malino.
Adesso una storia positiva, per capire che ce la possiamo fare. Ce lo insegna il gruppetto di volontari coordinato in India dal giovane avvocato Afroz Shah, che ha messo insieme 1500 volontari per 84 settimane a ripulire da plastica e rifiuti la Versova Beach, la spiaggia più bella di Mumbai. Il pezzo più grande della torta va a loro. Auguri Terra, cin-cin.

Sara Zambotti

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