Il camion bomba che è esploso l’altro giorno a Kabul, nel superprotetto quartiere della ambasciate, ha colpito anche la giustizia italiana. Nel tribunale di Roma era prevista l’ultima udienza per l’omicidio di Maria Grazia Cutuli, la giornalista del di Corriere della Sera uccisa il 19 novembre 2001 con un collega di El Mundo Julio Fuentes e due giornalisti della Reuters, Harry Burton, australiano e Azizullah Haidari, afgano. Erano sulla strada tra Jalalabad e Kabul; c’era stato l’11 settembre e la guerra era ritornata, ancora, in Afghanistan.

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La I Corte d’assise di Roma era pronta ad emettere la sentenza contro i due imputati, cittadini afgani. Poi l’esplosione: il presidente Vincenzo Capozza prende atto dell’impossibilità di tenere la videoconferenza con il carcere afgano dove sono rinchiusi gli imputati. Tutto rinviato al 27 settembre 2017, Aula A palazzina A del Tribunale penale di Roma.

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