Alle 11,30 del 29 maggio 1953 il signor Edmund Hillary fa ancora qualche passo faticoso ed arriva sulla cima dell’Everest. Dopo qualche secondo arriva anche il signor Tenzing Norgay. I due rimangono sulla vetta un quarto d’ora. Hillary depone nella neve una croce, 4 bandiere (Nazioni Unite, Gran Bretagna, Nepal e India), e una gattina di pezza che gli ha dato il colonnello Hunt, capo spedizione. Tenzing lascia una matita blu e rossa della figlia Nima, un pacchetto di caramelle, biscotti e cioccolato per gli dei che abitano il tetto del mondo e che non si dovrebbero andare troppo a disturbare.

Hillary, neozelandese, ha 33 anni ed è stato un bambino molto timido. E’ gracile, più fragile dei suoi compagni di scuola. Così si rifugia nei libri. A sedici anni, durante una gita scolastica nelle Alpi neozelandesi, scopre che il suo fisico resiste meglio di quello dei compagni alle lunghe camminate. Così si appassiona alla montagna.

everest

Tenzing Norgay è nepalese-indiano, probabilmente ha 39 anni. E’ un professionista della montagna ed è già stato sull’Everest cinque volte. L’anno prima, con una spedizione svizzera, è arrivato a soli 250 metri dalla vetta. Così in alto non ci è mai arrivato nessuno. Si fermano anche loro – lui e lo svizzero Raymond Lambert, perché hanno pochi viveri e i respiratori – a quella quota c’è poco ossigeno – sono mal messi. Anche se fossimo arrivati in cima, dirà poi, non saremmo tornati indietro vivi.

Hillary e Tenzing, sulla cima, cercano anche tracce di Mallory e Irvine, alpinisti inglesi che nel 1924 forse sono già stati lì ma sono poi scomparsi.

Da allora, sull’Everest, nelle settimane finali di maggio, salgono migliaia di persone. E’ una sfida, un mito, un bussines. Jon Krakauer, che ci sale nel 1996 quando sugli ultimi metri dell’ Hillary Step a 8.760 metri si crea un ingorgo e poi cambia il tempo e muoino in nove, chiede ad un medico statunitense chi glielo ha fatto fare: di spendere centomila dollari e rischiare la vita. Lui risponde che così avrà qualcosa da dire quando sarà con un bicchire in mano a tutti i cocktail party della sua vita.

Così il 29 maggio Caterpillar si ricorda di quei due che sono arrivati primi sul tetto del mondo e hanno cercato di capire se erano davvero i primi e di tutti quelli che cercano di capire perché fanno le cose.

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