Esistono anche le emozioni tatone, quelle che in un certo momento sono considerate socialmente meno apprezzabili. Stiamo sereni, sono epoche emotive, poi passano, come le spalline o il blu elettrico.
L’ultimo libro di grido nell’ambito della risorse umane (ce lo racconta Linkiesta) è di un esperto di strategie militari – per dire – Tom Nichols e si intitola “La morte dell’expertise” (The Death of Expertise, Oxford University Press).

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Secondo l’analisi critica di Tom le aziende preferiscono gli appassionati ai competenti perché lavorano senza orari, si identificano con il prodotto (sposando quindi il punto di vista del cliente) e hanno un entusiasmo trascinatore. Il contraltare è l’esperto, quello che ne sa davvero, che vede i limiti. L’esperto ha un tono diverso, più pacato, un colore meno acceso rispetto all’entusiasmo perché guardando le cose da vicino vede le piccole incrinature. Esperti, tenete duro, senza rancore ma con mitezza, finché esisterà un libretto delle istruzione ci sarà bisogno di voi.

Sara Zambotti

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