I 31 pulcini di ibis eremita rappresentano la speranza di poter stabilire il ritorno in Europa di una specie che l’uomo ha cancellato, diventando gli ambasciatori di tutti gli uccelli migratori che compiono migliaia di chilometri in volo, sottoposti alla continua minaccia dell’attività umana.

I 31 piccoli hanno tra i 25 e i 37 giorni e stazionano ancora allo zoo di Rosegg, dove sono nati: Anna e Corinna, le due mamme adottive, li nutrono e li sorvegliano 24 ore al giorno, ripetendo assiduamente poche importantissime parole: “komm komm Waldi, komm komm”. Un adagio cruciale per la vita dei piccoli: il prossimo agosto, a bordo di un ultraleggero alla testa dello stormo, Anne e Corinna dovranno ripeterlo al megafono per invitare i 31 esemplari a farsi seguire lungo la rotta migratoria e portare a compimento la quarta migrazione guidata dall’uomo dell’ibis eremita. Lo scopo è duplice: raggiungere il sito di svernamento in Toscana e mettere gli esemplari nella condizione di imparare la rotta, ripercorrerla autonomamente al ritorno ed insegnarla ai piccoli che verranno.

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Estinto in Europa da 4 secoli, l’ibis eremita sta tornando in natura proprio grazie al progetto LIFE+ “Reason for hope” 2014 – 2019, sviluppato grazie al supporto della Comunità Europea e guidato dal gruppo di ricercatori austriaci del Waldrappteam, con il Parco Natura Viva di Bussolengo come unico partner italiano. “Quest’anno il numero di pulcini che le mamme adottive stanno allevando e che guideranno a sud è quasi raddoppiato”, spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva.

“Ora hanno poco più di un mese, non sono autosufficienti e non arrivano al chilo di peso ma nonostante questo, tra qualche giorno traslocheranno: li aspetta l’inizio dell’addestramento al volo nel sito di Salisburgo, da dove impareranno a seguire l’ultraleggero che dovrà condurli in Toscana”. L’obiettivo del progetto è riportare nei cieli d’Europa 120 uccelli in grado di migrare autonomamente entro l’estate del 2019.

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