La radio a tarda sera
modula con malinconia
frasi di nostalgia
da una stazion straniera
Il peso di un giorno passato
porta visioni assorte
fatte di cose morte
fatte di non so che.

A 17 anni, sui banchi del liceo di Alessandria, prima di diventare scrittore, filosofo, semiologo, uno dei più importanti uomini di cultura contemporanei, Umberto Eco scrive una canzone sulla radio. Gianni Coscia, che diventerà fisarmonicista e adesso è suo compagno di scuola, ci mette la musica.

Umberto_Eco_04

Umberto Eco studiava con la radio accesa. La radio è sempre accesa. “Ricordo certe serate in cui si trasmetteva la commedia settimanale, e mio padre si sedeva in una poltrona, a luci abbassate, l’orecchio incollato all’altoparlante, e ascoltava per due ore in silenzio. Io mi accucciavo sulle sue ginocchia e, anche se non capivo gran che di quelle vicende, ero parte di un rito. Questa era la forza della radio.”

Comments

comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Notify me by email when my comment gets approved.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>