Succede quando si abbatte il muro del linguaggio, il muro di come si parla davanti ad un microfono. Lo buttano giù per sempre due signori, Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, e due programmi: Bandiera Gialla e, dopo, nel 1970, ancora di più, Alto gradimento. Davanti al microfono Arbore e Boncompagni sono disinvolti, parlano e non leggono, mettono molta musica americana, e poi, improvvisamente, accelerano. Non si è mai sentito nessuno parlare così alla svelta alla radio, c’è un ritmo, ci sono le telefonate delle persone, un dialogo. E poi c’è questo chiacchierare in due, un continuo divagare, un prendere in giro tutto e tutti e pure sé stessi. Una lingua nuova, da giovani, che non si ferma davanti a nulla. Poi arriva uno che urla “Patroclo!” e sparisce. Poi c’è un colonnello che non ha senso.

gianni-boncompagni

Ma c’è. E si ride molto. Poi ci sono un uccello preistorico del Nicaragua, un astronauta spagnolo che hanno dimenticato in orbita otto anni fa, un professore barese all’antica, il poeta, un giornalista: fanno ridere anche loro e sono, anche, molto simili a tanti che io, l’ascoltatore, conosco. Un prolungamento nella radio di qualcosa che c’è nel mondo. E soprattutto questo modo di parlare: amichevole, confidenziale. “Normale”, qualunque cosa possa voler dire. Dicono quello che gli viene in mente adesso, non lo pensano prima. E, dopo un po’ si capisce, questi stanno giocando a prendere in giro la radio e le sue regole: c’è lo “speciale anteprima” del segnale orario, che da l’ora esatta cinque minuti prima; c’è la pubblicità della primavera dell’anno prossimo, ci sono i messaggi cifrati – serissimi come a Radio Londra – ma qui dicono scemate. La radio, allora, non è più un luogo lontano e “sacro” – dissacrazione linguistica, diranno i teorici – la sua messa può essere cantata in molti modi e quando è finita, Alto Gradimento, finisce alle 14 andiamo davvero in pace. E ci salutiamo con gli amici urlando “Patroclo!”

Racconta Arbore che volevano dissacrare anche l’impegno e la politicizzazione di quel periodo – il ’68 e le sue atmosfere – perché “in quelli anni lì si rideva pochissimo. (…) Perché non fare un programma di assoluta evasione, che non abbia né politica né altro tipo di impegno?” Vanno dal direttore della radio e propongono, coerentemente, un programma che si chiama Musica e puttanate. “Cercate un altro titolo”, dice lui. “Facciamo Alto Gradimento”, dice Boncompagni, “così la gente crede veramente che abbia un alto gradimento”.

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