Negli Stati Uniti è la giornata nazionale della liquirizia, evento poco valorizzato a cui vorremmo restituire la sua preziosità. Senza pretendere di essere dei liquorologhi, possiamo però affermare che la conoscenza diretta più diffusa che ne abbiamo è nelle mutevoli sembianze della caramella: o la girellina gommosa da srotolare con i denti di cui Massimo Cirri va ghiotto, oppure prima come caramella tonda, di cui la reclame recitava chi non la mangia è una spia. Successivamente negli anni ottanta non ci siamo fatti mancare un bel sedere femminile color della radice per reclamizzare la caramella morbidona.

Eppure la liquirizia ha una storia ben complessa. Per secoli è stata utilizzata come farmaco, nell’erbolario cinese da millenni è riconosciuta come utile rimedio contro il mal di fegato e la tosse.

Anche in Europa, dove i primi a coltivarla furono i frati dominicani nel XV secolo, fino all’invenzione delle caramelle la si poteva trovare solo in farmacia e pure a carissimo prezzo. Negli ultimi decenni la si compra anche nei tabaccai e Forse siete anche voi tra quelli che, come me, ha provato a masticarne i bastoncini senza capire in che momento era possibile abbandonare l’impresa e buttare il legnetto salivoso. Questo uso non è risultato del genio italico ma è rubricabile come “americanata”. E’ negli Stati Uniti infatti che negli anni cinquanta si radica la convinzione che la liquirizia fosse un ottimo strumento per smettere di fumare. Non mi sento di essere d’accordo, ma questo è il motivo per cui oggi è possibile trovarla anche nei tabacchi.

liquirizia

Per chi volesse coltivarla all’interno del proprio orto per mille, è sufficiente sapere che la radice si può estrarre dopo che la pianta ha raggiunto tre anni di vita, per il resto è sufficiente annaffiarla ogni dieci giorni e ricordarsi che anche lei, come tutti noi, ha bisogno di molta luce. Una volta estratta la radice va fatta essiccare e facendola bollire con l’acqua calda se ne estrae il succo.

Il 12 aprile Caterpillar si ricorda di tutte le piante medicinali, una per una.

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