Per la prima volta nella vita, Cecilia capisce cosa significa essere liberi. Fino a poco tempo, lo scimpanzé era ingabbiato all’interno di un recinto angusto nello Zoo di Mendoza, in Argentina.

Negli ultimi anni, Cecilia era rimasta senza compagni, dopo la morte dei due scimpanzè che avevano condiviso il piccolo spazio con lei. I confini sterili in cui ha vissuto l’hanno condotta in una profonda depressione, ma tre anni fa la speranza è arrivata sotto forma di un caso legale di proporzioni storiche.

Un team di Avvocati per i diritti degli animali (AFADA) e il Proyecto Gran Simio hanno presentato una causa per conto di Cecilia – sostenendo che lo scimpanzé abbia il diritto di “habeas corpus”, e tenerlo imprigionato era illegittimo.

Lo scorso novembre, il giudice argentino María Alejandra Mauricio ha stabilito che Cecilia non è una cosa – ma è un essere senziente “soggetto a diritti umani.” ordinando che Cecilia venisse liberata dallo zoo, consentendogli di vivere in un santuario degli scimpanzé.

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“Non stiamo parlando dei diritti civili sanciti dal codice civile”, ha detto Mauricio sulla rivista Los Andes, chiarendo la sua decisione “ma dei diritti delle specie.”

Cecilia è stata liberata ed è volata in un meraviglioso santuario gestito dalla Proyecto Gran Simio. Lì, lo scimpanzé avrà finalmente la possibilità di vivere in pace e in compagnia di diversi altri scimmie.

“Cecilia è il primo primate non umano ad ottenere la libertà grazie ad uno strumento giuridico umanoha dichiarato il Proyecto Gran Simio in un comunicato. “Ci auguriamo che questo esempio venga seguito e che molte altre grandi scimmie vengano liberate.”

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