Dal 2 febbraio del 1887, tutti i 2 febbraio, un folto gruppo di persone si da appuntamento in Pennsylvania, Stati Uniti, a Punxsutawney, o come diavolo si pronuncia, che significa “Città delle zanzare” o “Città delle zanzare dal nome cazzuto” e un motivo ci sarà. Sono molti di più dei seimila abitanti della cittadina. Si radunano fin dall’alba in un prato, anche se fa freddino, ci sono giornalisti e televisioni.

Poi nel primo pomeriggio un signore in smoking e cilindro apre senza troppi complimenti la porta di una tana, caccia dentro le mani, abbranca una marmotta e la tira fuori. La marmotta è una specie di barometro vivente e quello è il suo giorno, il Giorno della Marmotta.

marmotta

L’animale, estratto dalle braccia di Morfeo e deposto su un tappeto, è chiamato a ‘esprimersi’ sul clima delle sei settimane successive: se, uscito all’aperto, non vedrà la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, allora l’inverno sarà da considerare alle spalle, se invece vede l’ombra ci toccano ancora sei settimane di freddo. Le statistiche dicono che la marmotta ci prende più o meno nel 40% dei casi.

Ma fa simpatia. E poi c’è stato un film, “Ricomincio da capo” del 1993, con Bill Murray che  interpreta il ruolo di un meteorologo televisivo inviato a seguire l’evento a cui si blocca lo scorrere del tempo ed è condannato a rivivere sempre quel giorno lì, il giorno della marmotta. Per molti un film di culto. Luca Sofri, per esempio, per “Ricomincio da capo”, ci perde la testa.

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Noi antropologi sappiamo che è una tradizione importata negli Stati Uniti dai tedeschi che vi emigrano nell’Ottocento. E’ meteorognostica, la previsione non scientifica del tempo basata su segni ed eventi naturali. In Europa si usavano i tassi o gli orsi, in Pennsylvania si passa alla marmotta.

La marmotta è più pratica – mettersi in smoking e cilindro  a ravanare nella tana di un orso che è andato a letto tardi può comportare alcuni inconvenienti – e poi la marmotta fa ritornare tutti bambini. E gli Stati Uniti d’America, si sa, sono la patria dell’infantile. Dietro c’è il bisogno molto umano di sapere come sarà il domani, soprattutto in mezzo all’inverno, quando le giornate iniziano ad allungarsi e fa meno freddo e ci si chiede se anche questa volta usciremo dalla notte buia. La marmotta per alimentare la speranza di farcela.

Il 2 febbraio, Caterpillar si ricorda di tutti quelli che escono dalla tana, volenti o nolenti, e guardano al futuro.

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