Il sentimento che analizziamo questa settimana è il (purtroppo) famoso imbarazzo.

Definizione da vocabolario: stato di disagio interiore, di confusione, di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni.
Definizione di una che l’imbarazzo tenta di addomesticarlo da una vita: una sensazione di improvvisa ibernazione emotiva seguita da una evaporazione tipo bagno turco lappone, un ghiaccio bollente dentro, una sensazione di faccia che ti si crepa, di gambe che si sciolgono, di stomaco che si incarta… ahia!

zoboli-rossa

Ci sono persone che provano imbarazzo spesso e quelle che no, io l’ho sempre provato anche a prescindere, lo creo anche se non ci sono le premesse.

Sabato sera incontro lui per caso, bellissimo: “ciao, bello vederti” e lui “ ciao Marta” “ mi chiama per nome sono felice e la felicità mi porta a parlare gli racconto della perdita in bagno risata di mio padre che continua a chiamare risata ( mia, le risate son solo mie) poi butto lì un Natale con i tuoi Pasqua con chi vuoi (perchè poi?.. risata) e poi cercando di essere cool dico “Uh quanto mi piace il vino!!!” (risata) e lui “eh si vede…” …Panico, imbarazzo, vuoto, un buco nero in cui non sai se vuoi entrare o uscire , confusione non so più se voglio baciarlo o piangere se voglio lui o la mamma , mi sento alla recita della scuola quando dovevo soffiarmi il naso e non avevo il fazzoletto, mi sento nuda e…

capisco di non essere matura​,​ sì perché come dice Woody Allen: la maturità di una persona non si misura dall’età, ma dal modo con cui si reagisce svegliandosi in pieno centro in mutande.​

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