Il 31 gennaio del 1930 negli Stati Uniti la Minnesota Mining and Manifacturing Company, tutt’ora conosciuta come 3M, vendeva il primo rotolino di scotch della storia. In Italia la pellicola appiccicante arrivò qualche anno dopo, nel 1937, in epoca fascista.

Lo scotch è quella pellicola adesiva che tiene insieme due cose che prima erano separate. Io con lo scotch ho da poco riunito le due parti del parabrezza del motorino che si era diviso in due quando qualcuno gli ha dato un calcio. Se fossi nata prima del 1930 avrei dovuto direttamente comprare un altro parabrezza.

Vero è che lo scotch tiene insieme solo lo strato superiore delle cose, non contateci troppo su un’unione appiccicata con lo scotch, la frattura interna resta e renderà tutto un poco più precario. Quindi possiamo dire che sancisce un’unione superficiale, ma nello stesso tempo favorisce la formazione di nuove identità, di un terzo che prima non esisteva.

tape

La leggenda racconta che la 3M scelse questo nome da “stingly scotch”, ovvero “scozzese tirchio”, insulto che venne gridato a uno dei rappresentanti dell’azienda.

A inventarlo fu un musicista di banjo, Richard Drew che venne assunto dalla 3M per vendere carta vetrata. A quei tempi cominciavano ad andare di moda le automobili colorate firmate e Drew osservando il lavoro dei verniciatori che coloravano le ammaccature delle carrozzerie, ebbe l’idea di qualcosa che coprisse i buchi; la diffusione negli stessi anni del cellophane completò l’opera.

Tuttavia molti quesiti restano insoluti, come si fa a togliere i residui di scotch dal vetro o dalle superfici dei mobili, come si fa a volte a trovare l’inizio del rotolino e cosa farne di uno scocciatore.

Il 31 gennaio, Caterpillar si ricorda di Richard Drew che ha inventato lo scotch e di tutti i nostri pensieri un po’ appiccicati lì.

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