Il 27 gennaio è una giornata particolare e lo è diventata da alcuni anni, con una legge del luglio 2000. Una bella legge. E anche breve, sono solo due 2 articoli.

Articolo 1: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

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Articolo 2: In occasione del “Giorno della Memoria”, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Narrazione di quanto è accaduto, quindi, affinché non debba mai più accadere.

IngressoDachau

Ci permettiamo di aggiungere una riflessione su quanto Auschwitz – la macchina dell’annientamento – abbia continuato a funzionare dopo quel 27 gennaio 1945. Come modello, macchina organizzativa, pedagogia di altre istituzioni totali che distruggono l’umanità. Ci riflette un pedagogista milanese, Raffaele Mantegazza: raccontare la Shoah senza smarrirne il senso dell’unicità ma al contempo senza rinunciare a farne il punto di partenza per parlare di altri volti dell’inumano.

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