Questa domenica a Parigi c’era il sole e nell’aria c’era un vento del nord, freddo, deciso e vivo. Ho preso una bicicletta comunale, il Velib, e da nord est, dal XIX arrondissement sono arrivata alla Tour Effeil.  Per caso, senza davvero volerlo, sono passata davanti al Bataclan, locale storico parigino teatro dell’attacco omicida del 12 novembre 2015 durante un concerto degli Eagles of Death Metal. La facciata del locale è imbiancata da poco e la sua pulizia contrasta con i palazzi limitrofi ingialliti dallo smog.

tour eiffel

L’ingresso è una porta trasparente, la saracinesca era in quel momento abbassata perché l’ora era più degna di una zia svegliata presto dal nipote treenne quando i rockettari della notte sono ancora tra le braccia di Morfeo. Alcuni fiori appoggiati per terra, qualche rosa e una targa al muro che mi ha colpito per la sua sobrietà, il ricordo delle vittime di una furia omicida, nessun riferimento alla firma della strage, un ricordo colmo di sobrietà, rispetto senza additare i colpevoli, senza rinfocolare la rabbia. Ho ripreso la bici, piena di stima per un ricordo così difficile e giusto.

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