Nel Padrino parte II Coppola racconta di una grande convention natalizia della mafia all’Avana. Ci sono Lucky Luciano, il boss dei boss e Meyer Lansky, il re del gioco d’azzardo e della truffa. Si beve, si festeggia e si progetta la costruzione del primo Stato governato completamente dalla Mafia. Manca poco e l’Avana sarà la capitale, il governo è con loro: Cuba è già un connubio di politica e mafia, il presidente Batista è il socio occulto.

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L’emblema sono gli alberghi: lusso, sfarzo, prostituzione, stupefacenti e gioco d’azzardo. L’Havana Riviera, l’Hotel Capri, Hotel Nacional de Cuba e l’Havana Hilton. Tutti con annesso casinò. Non se ne fa niente perché arriva la Rivoluzione. L’8 gennaio 1959, una vita fa, Fidel Castro entra a L’Avana. Sfilata nelle strade, folle esultanti, uomini con la divisa verde e le armi in mano. Fidel si sistema in un albergo, il più importante di tutti, l’Havana Hilton che adesso si chiama Havana Libre, suite 2324. C’è un messaggio: anche Lucky Luciano a l’Avana stava in albergo: Hotel Nacional, stanza 724 con vista sul Malecon, il lungomare.
Ha fatto molte cose Fidel Castro, anche un po’ di antimafia.

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