Quella volta che…
Camminavo triste sulle strisce pedonali e, visto che la tristezza è grigia come l’asfalto, l’auto rossa guidata da signora munita di telefono e brioche non mi ha vista. Per lo spavento, la tristezza e la rabbia mi è venuta una specie di scarlattina istantanea che sentivo di dover espellere subito. Davanti a me un’unica immagine : la signora con il telefono in bocca e la brioche dentro l’orecchio. Ma ecco che improvvisamente l’immagine si è mutata: la signora si è trasformata in brioche e il telefono stava dentro tipo marmellata, come regalo nell’uovo. E io sono magicamente guarita.

Morale della storia: se qualcuno ti fa arrabbiare, immaginalo come una grande brioche.

marta-zoboli-cuore

Quella volta che…
All ’asilo ero molto timida spesso arrossivo e la maestra della classe dei gialli si avvicinava a me e diceva a voce alta: “ Ma guarda come sei rossa!! ci si potrebbe cuocere un uovo”. Io, cinquenne e color peperone, mi sentivo scossa da smodate fantasie di violenza che imparai a espellere sotto forma di balli scatenati sul posto. Così, sulla faccia della maestra scompariva il sorrisetto e subentrava il terrore.

Morale della storia: invece di picchiare meglio ballare.

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