Questa è una storia molto lontana che si svolge sulle Ande Peruviane sopra i 2000 metri.
E’ una storia di evangelizzazione, di conquista e di malintesi.

20090318phowww00368E’ il 15 novembre del 1532, a Cajamarca, sulle Ande Francisco Pizarro conquistatore spagnolo ha fatto rinchiudere l’imperatore Inca, Atahualpa. Quel giorno va ad incontrarlo accompagnato dall’esercito, dal missionario Valverde e da un traduttore che, pare, cambiò le sorti della storia. Quel traduttore si chiamava Felipillo.
E durante questo incontro successe qualcosa di molto strano: un malinteso, un errore di traduzione che, a detta degli antropologi, sarebbe all’origine del massacro degli Inca e della colonizzazione spagnola.

machu-picchu-lost-city-of-incasSi narra dunque che quando Pizarro chiese all’imperatore Atahualpa di giurare sulla Bibbia, il traduttore Felipillo sbagliò qualche cosa e Atahualpa scaraventò il libro sacro per terra provocando le ira dello spagnolo e decretando la sua condanna a morte.

Cosa sarebbe il Perù oggi se quel giorno il traduttore non avesse sbagliato? Forse si parlerebbe quechua invece che spagnolo e la canzone di Paolo Conte sarebbe l’inno di un regno Inca.
Ancora oggi tutti i 15 novembre in Perù e Bolivia nelle feste popolari si mette in scena l’incontro tra Atahualpa e Pizarro ma alla storia viene data un’altra fine: che l’imperatore Inca viene liberato e gli spagnoli sconfitti.

Il 15 novembre Caterpillar si ricorda di Atahualpa, di Felipillo e dell’importanza di una traduzione fatta bene.

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