Protagoniste di una fiaba moderna 12 irresistibili  “ragazze” ottantenni con un sogno.
Dopo un’incredibile campagna di crowdfunding, che ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, la storia delle funne è stata raccontata dalla regista Katia Bernardi in un libro, “Funne. Le ragazze che sognavano il mare”, appena uscito per Mondadori, arriva ora anche sul grande schermo.

funne_calendario_armida Sono le splendide immagini delle montagne di Daone, un luogo incantato in Trentino, a fare da cornice a questa poetica storia di dodici “ragazze ottantenni” e del loro sogno di vedere il mare, perché molte di loro il mare non l’hanno mai visto.
In occasione del ventennale del circolo dei pensionati Il Rododendro, la presidentessa decide con entusiasmo di dare il via alla raccolta fondi per questa nobile causa, ma di soldi ne servono tanti per realizzare questo progetto e le attività messe in campo non sempre si rivelano azzeccate. Comincia così l’avventura che le vedrà cucinare torte da vendere in paese, posare da modelle per un calendario e donne di Internèt impegnate nel crowdfunding per raggiungere, non senza alcuni momenti di sconforto, il proprio scopo.
Risate, lacrime, gelosie, timori accompagnano le funne (donne in dialetto trentino) e i loro sforzi che le porteranno anche ad una inaspettata notorietà.
Una storia vera che ci ricorda non solo che non dobbiamo mai smetter di sognare, ma che i nostri sogni possono diventare realtà a qualsiasi età, basta non perdere mai l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di vivere.

funne-in-croazia_c-simone-cargnoni“Le ho incontrate per caso o loro hanno incontrato me. E mi sono innamorata delle ragazze che sognavano il mare. La maggior parte di loro, il mare non lo ha mai visto, se non in televisione o in qualche cartolina sbiadita. La loro vita è sempre stata lì, in quel piccolo paesino sperduto tra le montagne, con i mariti a lavorare in miniera, crescendo i figli a croste di polenta e a mungere vacche in gelidi inverni. Ma le ragazze che sognavano il mare hanno una cosa speciale, un’energia e una forza che deriva da quelle montagne dure che fanno paura solo a guardarle. Quelle montagne le hanno rese forti e indistruttibili e le hanno aiutate a non avere paura di nulla, a non aver paura dei propri sogni”. (Katia Bernardi)

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