E’ la notte del 29 marzo 1848 e siamo alle Cascate del Niagara. Nelle cascate l’acqua cade. In quelle del Niagara lo fa con particolare maestosità e un meraviglioso effetto scenico. E ci da dentro anche come quantità. Sono tre milioni di litri ogni secondo. Sei milioni di bottigliette di minerale da mezzo litro, sempre al secondo. Da milioni di anni.

Ma quel 29 marzo sul lato canadese delle cascate, più precisamente, sul lago Erie vicino a Buffalo, si crea una formazione di ghiaccio che impedisce il passaggio dell’acqua che il fiume Niagara porta alle omonime cascate. E’ come se si chiudesse uno dei più grandi rubinetti del mondo. O se il gelo bloccasse le tubature. Così la mattina seguente scompaiono le cascate del Niagara. Stupore. E al ruggito dell’acqua – il nome Niagara viene dall’irochese Onguiaahra, che significa acque tuonanti e qualcosa vorrà dire – si sostituisce di colpo un silenzio un po’ inquietante.
imagini-fabuloase-cascada-niagara-a-inghetat-total-din-cauza-frigului-pozele-care-au-socat-lumea-fotoCome succede spesso davanti ai cambiamenti improvvisi le persone reagiscono in modi diversi: si crea una piccola folla di qualche migliaio di curiosi, come per gli incidenti sull’autostrada; alcuni approfittano della secca ed esplorarono le cavità naturali che il flusso dell’acqua nascondeva alla vista. Curiosità premiata: vi rinvengono baionette, spade e altre armi. Arriva subito l’esperto che dice la sua: niente di che, solo residuati della guerra del 1812.
Un gruppo di soldati a cavallo dell’esercito americano coglie l’occasione di quel bel letto asciutto nel fiume e organizza una parata.
Altri pensano che ci sia poco da sfilare e anzi leggono in quell’essiccamento un segno del destino. Segno negativo, come quasi tutti segni.
Dopo una quarantina di ore, il 31 marzo 1848, sale la temperatura e l’acqua ricomincia a cadere tuonando dalle Cascate del Niagara. Tutto torna come prima.
Così, il 29 marzo, Caterpillar si ricorda di come siamo noi umani di fronte a l’inatteso: curiosi, girelloni, un po’ approfittatori, piccoli esploratori e impauriti. Quindi chiudiamo i rubinetti e apriamoci a l’inaspettato. (Rumore di sciacquone)

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