Il 5 marzo 1868 in Inghilterra il signor C.H. Gould brevetta una macchinetta che unisce i fogli di carta con una graffetta. Nasce così la pinzatrice, o spillatrice, o cucitrice o graffettatrice moderna. Moderna perché la prima in assoluto della storia sarebbe stato un arnese realizzato nel ‘700, in Francia, per re Luigi XV. Pinzava regalmente i fogli con deliziosi punti metallici riportanti, ognuno, il marchio della corte reale.
Ma anche la paternità della pinzatrice moderna è controversa. Nello stesso anno dell’invenzione di Gould arriva infatti un brevetto analogo, a nome di tale Albert Kletzker a St. Louis, Stati Uniti.

massimo-cirri-cuffieMa da due anni prima un certo George McGill aveva già brevettato, sempre negli Stati Uniti, una piccola chiusura pieghevole di ottone, antenato del moderno punto metallico e l’anno dopo una pressa che inseriva il punto nella carta. Nel 1877 Henry Heyl brevetta la prima macchina in grado di inserire e fissare un punto metallico in un unico passaggio. Nel 1879 George McGill rilancia e inventa la “pinzatrice a colpo singolo McGill”. E’ la prima che ha un successo commerciale, anche se pesa un kg e mezzo.
La pinzatrice è lo strumento-principe dell’ufficio moderno. Noi nella redazione di Caterpillar la chiamiamo Trinciapollo – chissà perché – e statisticamente tutte le volte che ce n’è bisogno non la si trova. Allora tocca fare la voce urtata e dire la solita frase: “Chi ha preso il trinciapollo? Perché una buona volta per tutte non lo lasciamo qui dove deve stare da contratto?” Nessuno ammette di averlo preso e il trinciapollo rispunta sempre sulla mia scrivania sotto un pacco di fogli. Alcuni pinzati, altri liberi. Io ci rimango male, perché lamentarsi, in ufficio, è sempre una gran bella attività. Ma la vita va avanti, allora picchietto i fogli e pinzo. Ma quando devi pinzare la pinzatrice è sempre scarica. Allora bisogna cercare lo scatolino azzurro dei punti, che non è mai dove dovrebbe essere per contratto. Così si ricomincia.

E quindi, il 5 Marzo, Caterpillar si ricorda di tutti gli oggetti muti che ci circondano. E di quando li cerchiamo. Chiudo gli occhi e pinzo a te.

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