Ci sono biografie che ripercorrono le storie di una generazione, che a leggerle sembrano le miniature di un secolo intero. Una di queste è la biografia di una donna che molto prima degli anni sessanta parlava di emancipazione femminile e di parità tra sessi.

L’11 febbraio del 1916 Emma Goldman viene arrestata a New York dopo aver tenuto una conferenza sul controllo delle nascite. Questo fu solo uno tra i vari tentativi di fermare la sua parola.

Emma Goldman ha avuto una vita veramente avventurosa che mi ha sempre affascinato. Figlia di un impiegato statale ebreo si trasferisce con la famiglia a vivere dalla campagna russa a San Pietroburgo nella seconda metà dell ‘800 e qui incontra il pensiero libertario e i fermenti rivoluzionari. Per sfuggire alle continue tensioni familiari decide di andare a lavorare come operaia e poco dopo lascia la Russia per raggiungere sua sorella negli Stati Uniti nel 1886. Partecipa alle manifestazioni contro lo sfruttamento del lavoro e comincia a formulare il suo pensiero libertario in particolare sulla libertà femminile

In questi anni si guadagna il soprannome di Red Emma, Emma la rossa. Con i suoi comizi, riempie i teatri di Boston, New York e anche Montreal. Ed è proprio durante uno di questi appuntamenti che, nel 1916 viene arrestata mentre spiegava alle donne l’uso del contraccettivo.

Dopo questo episodio torna in Russia dove incontra Lenin, ma scappa anche da qui e percorre l’Europa delle rivolte, da Stoccolma a Monaco, Londra e poi Barcellona nel 1936, protagonista nello scoppio della Rivoluzione spagnola.

Qui scrive: “Certamente le abitudini e le tradizioni giocano una parte di enorme importanza nel creare desideri artificiali che possono diventare quasi una seconda natura”.

L’11 febbraio Caterpillar si ricorda di Emma Goldman e di tutte quelle biografie che ci aiutano a trovare la nostra strada, per somiglianza o per differenza.

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