Il 15 ottobre 1940 il mondo è in guerra da più di un anno. La Francia si è arresa e Adolf Hitler è il nuovo padrone di Parigi. Ha sfilato sugli Champs Elisèe con il suo architetto personale perché ha già in mente delle ristrutturazioni. I tedeschi bombardano notte e giorno le città britanniche – è la Battaglia d’Inghilterra – per colpire la popolazione civile. Serve a demoralizzare.

Noi, l’Italia, di morale siamo molto molto su e ci apprestiamo a spezzare le reni alla Grecia. Benito Mussolini prevede di farlo alla svelta e non sta neanche ad avvisare l’alleato germanico. Non andrà a finire bene.

Quel 15 ottobre 1940 nelle sale di New York esce un film. I personaggi sono Adenoyd Hynkel führer di Tomania e tale Bonito Napoloni duce di Batalia. Il film è Il grande dittatore.

Charlie Chaplin è produttore, regista e interprete. Approfitta della sua somiglianza fisica con Hitler, ci aggiunge un paio di baffetti e ne fa un’imitazione perfetta. Quelli che lavorarono al film raccontano che appena indossa la divisa diventa più aggressivo e prepotente. Ne esce una satira grottesca. A Chaplin serve molto coraggio per fare un film così. Lo gira negli Stati Uniti e anche lì ci sono le pressioni dei filonazisti. Finita la guerra confessa che se avesse saputo dell’olocausto e delle altre atrocità del nazismo non se la sarebbe mica sentita di farne un film. Ma per fortuna lo ha fatto.

Così il 15 ottobre Caterpillar si ricorda di un signore che gioca con il mappamondo e di tutti quelli che prendono per il culo il potere.

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