Il 30 marzo, quando aveva compiuto 100 anni, lo avevamo festeggiato così.

Cento anni di una vita talmente densa che non ce ne sono tante. Ci piace ricordarlo, noi che stiamo alla radio – davanti o dietro poco importa – in un’intervista degli anni ’70, una vita fa, dove vede nelle radio libere che sono appena comparse all’orizzonte e nel loro nuovo linguaggio, un grande “strumento ideologico e organizzativo”. (*)

Nel 2011, a 96 anni, ha aperto un suo sito, pietroingrao.it, avvisando i frequentatori: “Cara lettrice, caro lettore, Internet non è un mezzo consueto per chi è nato nel 1915; ma è il mezzo di comunicazione del presente, e ho pensato di usarlo. Sono un figlio dell’ultimo secolo dello scorso millennio: quel Novecento che ha prodotto gli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa, ma anche le speranze e le lotte di liberazione di milioni di esseri umani. (…) Il mondo è cambiato, ma il tempo delle rivolte non è sopito: rinasce ogni giorno sotto nuove forme. Decidi tu quanto lasciarti interrogare dalle rivolte e dalle passioni del mio tempo, quanto vorrai accantonare, quanto portare con te nel futuro”.

(*) “Parlamento, partiti e società civile”, intervista con P. Ingrao a cura di G. Amato, in Mondoperaio, XXXI, 1978, pag. 94

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