A inizio aprile 1972 Charlie Chaplin torna negli Stati Uniti. E’ diventato famoso lì, ad Hollywood, e li ha inventato il personaggio di Charlot, ma è stato espulso per comunismo, vent’anni prima, nel 1952.

happy-birthday-charlie-chaplinSempre nel 1952, il 22 dicembre, a Roma c’è la prima italiana di Luci della ribalta. Davanti al Sistina, quando Chaplin arriva e saluta la folla levandosi il cappello con il solito gesto elegante, gli gridano “Sporco ebreo” e gli tirano addosso un po’ di pomodori marci. I soliti fascisti. Ma anche il presidente della Repubblica, Einaudi, ed il Papa cancellano i già previsti incontri con lui. Il rettore dell’Università non gli da più la promessa Laurea honoris causa. Pressioni dell’ambasciata americana.

1000509261001_1824351571001_BIO-Biography-23-Hollywood-Directors-Charlie-Chaplin-115950-SFAnche se Chaplin non è mai stato comunista, lo certificheranno anni dopo i servizi segreti inglesi, che se ne intendono. E’ solo un po’ pacifista, discretamente ateo e critico contro il capitalismo, cosa allora peraltro abbastanza diffusa. Ha avuto quattro mogli, è vero, e almeno sette o otto relazioni con altrettante attrici. Ma anche  questo non pare comunismo.

L’onore dell’Italia, allora, lo salvano Cesare Zavattini, Luchino Visconti, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica, che se ne strabattono delle pressioni americane e lo vanno salutare.

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