“il gigante e le bambine” di Andrea “Pignà” Ditadi

Siamo una famiglia di giganti, siam alti alti  alti come i Watussi di Vianello. Mamma e babbo stanno bene, ma io e  mio fratello abbiamo entrambi qualcosa di strano. A lui manca un occhio. Io invece di occhi ne ho due. Ho anche due braccia, due gambe, due mani, due piedi. Ed ho anche due mogli. Lui si chiama Polifemo e vive in Grecia. Io sono Poligamo.  E sto per trasferirmi in Canada.

Eh già, potrebbe davvero andare così. In questi giorni la corte suprema della provincia della British Columbia (quella di Vancouver per intenderci) sta analizzando la richiesta di anticostituzionalità della legge che vieta la poligamia nel territorio canadese. Può sembrare strano, ma in un paese in cui i diritti civili sono sovrani e in cui il rispetto delle diversità non solo è un valore che si trasmette, ma si insegna a scuola ed è sancito per legge, succede pure questo, ed invece di levare somme pernacchie al cielo, c’è chi alla corte suprema si prende la briga di studiare il caso. Piccolo riassunto della questione: la libertà di professione di qualsiasi religione è garantita dalla costituzione canadese. Ora la chiesa fondamentalista del gesù cristo dell’ultimo giorno (traduzione letterale dall’inglese perché non ho la più pallida se questa confessione esista in Italia e se sì ne ignoro completamente il nome), culto mormone, presente in una manciata di  comunità in British Columbia a ridosso del confine con gli USA, stanca di vedere i propri valenti e prolifici maschi perseguitati della legge a cause delle loro reiterate unioni matrimoniali, ha presentato appello alla suddetta corte suprema affermando che il divieto di “poligamizzare” è incostituzionale in quanto impedirebbe loro di professare la propria religione. Pertanto richiede l’abrogazione del divieto di avere più mogli. Non si sa si possano avere anche più mariti. I mormoni affermano che adulti consenzienti devono avere il diritto poter formare la famiglia che vogliono. Chiaramente gli oppositori sottolineano che non sempre le multiple mogli son consenzienti, anzi son spesso vittime di abusi. La cosa che lascia stupefatti è la totale assenza di levate di scudi o lancio di strali da parte dei talebani della famiglia classica, nessuna organizzazione di family day, solo pacifici e moderati commenti. Numerose associazioni di tutela dei diritti delle donne aspetta al varco la corte suprema col suo verdetto (previsto comunque per gennaio 2011) per capire se i diritti umani valgano più o meno dei diritti religiosi. Altri, in preda ad attacchi di misognia latente acuta si sono lanciati in un “e se avessero ragione loro?”

Ad ogni modo, il paese in cui la convivenza pacifica di persone provenienti da ogni parte del mondo e di ogni tipo di colore, razza, sesso, religione, alimentazione è motivo di vanto, rischia di diventare l’unica nazione occidentale a tollerare la poligamia. Il rischio è per carità minimo, si dà quasi per scontato che il tutto si concluda con un nulla di fatto.

Un ultimo commento: va bene avere più mogli, ma come le mettiamo con le suocere?

2 Responses to ““il gigante e le bambine” di Andrea “Pignà” Ditadi”

  1. [...] Siamo una famiglia di giganti, siam alti alti  alti come i Watussi di Vianello. Mamma e babbo stanno bene, ma io e  mio fratello abbiamo entrambi qualcosa di strano. A lui manca un occhio. Io invece di occhi ne ho due. Ho anche due braccia, due gambe, due mani, due piedi. Ed ho anche due mogli. Lui si chiama Polifemo e vive in Grecia. Io sono Poligamo.  E sto per trasferirmi in Canada. CONTINUA > [...]

  2. Certo, qui casca l’asino.
    Valgono maggiormente i diritti delle donne di essere esseri umani al cento per cento e non vacche da barattare, o quelli dei credenti di comportarsi secondo le loro usanze patriarchili e maschiliste. E queste usanze sono sempre religiose o piuttosto culturali?
    Io rabbrividisco. E’ come se l’illuminismo non fosse mai accaduto.

    Lucia Asnaghi

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